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Scuola Facilitatori
sapere sociale, innovazione, arte relazionale
Nasce in Toscana nel 2007, con l’obiettivo di promuovere la “facilitazione esperta” e la figura del “facilitatore” nei contesti organizzativi e sociali, nelle situazioni difficili e disfunzionali, negli enti di sviluppo e apprendimento.
La Scuola promuove una linea di programmi per le organizzazioni (facilitare il lavoro) e una linea per la persona (competenze per vivere). Mission: aiutare individuo e gruppi nel disagio corrente e quotidiano; attivare il sentimento del potere personale, l’automiglioramento, tramite l’apprendimento pratico dal basso di nuove capacità.
La Scuola organizza Corsi e Facilitazioni dirette, applicando il FACE-model “facility action model”. Direzione Pino De Sario.
 Giornate formative dirette con Pino De Sario Stagione 2010
| Salerno |
9-10 Gennaio |
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| Roma |
20-21 Marzo |
9-11 Luglio |
18-19 Settembre |
18-19 Dicembre |
La Scuola Facilitatori offre la possibilità di "finestre" singole di prova. Per informazioni e iscrizioni, contattare la segreteria.
Chi è il facilitatore Il facilitatore è un “consulente di processo” con alta competenza relazionale e un’alta qualità di azione contestuale (sa adattarsi e sintonizzarsi molto rapidamente agli ambienti diversi), fattori strategici mirati all’accompagnamento delle organizzazioni verso gli obiettivi progettati e i risultati attesi. Il facilitatore sovrintende ai fattori sociali e organizzativi, emotivi e di apprendimento durante riunioni e aule, tavoli e colloqui di aiuto. Egli può essere un consulente esterno (professional) o anche interno (trainer). I settori a cui il facilitatore guarda in particolare sono: a) organizzazioni; b) sociale; c) partecipazione. Le competenze: sono: a) catalizzatore (area organizzazione); b) mediatore (area comunicazione); c) agente di aiuto (area aiuto); d) motivatore (area apprendimento). Cos’è la facilitazione esperta Per “facilitazione esperta” si intende quell’insieme di competenze e abilità operative che gli attori sociali possono agire negli scambi interpersonali, organizzativi e tecnici, con attitudine intenzionale e volontaria, in forma sistematica e con atteggiamento vigile e consapevole. Sono quattro le funzioni chiave: - costruzione di contesto, un duplice orientamento al saper fare e al saper essere, a compito e relazione; - forte interazione inclusiva, frutto di un efficace “pendolarismo comunicativo e di scambio interpersonale e intergruppo; - negatività come risorsa, la qualità distintiva dell’accettare momenti di indeterminatezza e di disagio emotivo e coglierne le potenzialità; - attivazione di conoscenza e apprendimenti centrati sull’esperienza e sui fatti, sul coinvolgimento compartecipe, sulla concretezza.
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