Domanda 103
Vi scrivo per chiedere un parere su un mio intervento formativo, mi occupo di formazione finanziaria. Nel gruppo ho aperto sulle emozioni, sui colori e lo stato d’animo con cui i partecipanti venivano all’incontro, cercando di soffermarci con tatto sui motivi che li facevano nascere. Poi ho diviso i partecipanti in due gruppi che dovevano confrontarsi su un tema socialmente divisivo.
Il punto principale dell’attività era quello di assumere la posizione opposta a quella che avrebbero avuto nella realtà, chi era pro al tema doveva sostenere le tesi contro e viceversa. L’ho pensata per portare i partecipanti a indossare i panni di chi solitamente si trovano contro.
L’attività ha generato uno scompiglio iniziale perché richiedeva di riuscire a mettere da parte solidi aspetti valoriali individuali. Ma i feedback sono stati grandiosi!
Ovviamente non ha portato ad illuminazioni sul contenuto, ma ha portato il gruppo a confrontarsi in un dialogo aperto, senza giudizi o animi che si scaldavano. Mi è proprio stato detto che concentrarsi anche sul “come” e non solo sul “cosa”, ha permesso di raffreddare le emozioni favorendo un dialogo senza pregiudizi. L’attenzione era quindi più sul processo che sul contenuto e sul risultato dello scambio.
La mia riflessione è andata subito ai Tre cervelli e a come le attività portassero a toccarli un po’ tutti e tre. Che ne pensi??
Simone Gentili
Simone, ciao, ho letto le tue note, apprezzamenti! Mi sembra tutto buono, ottima l’idea dell’inversione dei ruoli, del mettersi in posizione opposta a quella ordinaria. Aggiungo solo una cosa, ricorda solo di creare clima, umanizzazione, genuinità tua, elemento chiave per poi dinamizzare il gruppo, esporlo allo stress che gli hai dato, di mettersi nei panni dell’altro. Questo salto di immedesimazione va preparato, almeno un po’, non va fatto a freddo, ma a caldo, accompagnato.
Creando ambiente e clima, scongelando, connettendo, accettando le cose che emergono, poi puoi operare anche “scatti” di modalità, mettere scosse, tutti elementi che “caricano il cervello”, aumentano curiosità, attenzione, voglia di dire la propria.
Pino De Sario