Il Face-model

Il Face-model è il metodo operativo che traduce in termini applicativi la Facilitazione esperta dei gruppi e delle relazioni. Come nella metafora del tessuto, dove troviamo una componente verticale e una orizzontale (trama e ordito), così il tessuto di un gruppo necessita di modalità verticali e orizzontali (intreccio), rappresentati dai due orientamenti complementari, “produzione” e “partecipazione” (due assi). Dai due Assi rinvengono le quattro funzioni primarie. Le “4F”, il dispositivo centrale per ogni facilitazione nelle organizzazioni e nel sociale.

Face-model, modello della Facilitazione esperta [2005].

Due Assi e “4F”. Metodo e applicazioni di tanti anni ci dicono che curare in simultanea compiti e persone crea riunioni molto coinvolgenti e concludenti (due assi). L’asse partecipativo di F2-F3 è la grossa novità del Face-model, con una cura mirata e innovativa della parola e la cura trasformativa delle emozioni difficili.

F1-Coordinare – ORGANIZZAZIONE – problemi
– Alimentare il nesso produzione-partecipazione
– Strutturare contenuti, modi e tempi
– Ordinare e dare ritmo al lavoro
– Creare climi più caldi e meno severi (apprezzare)
– Spingere al lavoro di gruppo
– Aderire ai fatti e al contesto
– Alternare guida direttiva e partecipativa
– Mettere più gestualità (corpo esperto applicato)
F2-Coinvolgere – COMUNICAZIONE – conflitti
– Parlare in modo circolare, più cambi di turno
– Attivare il pendolo sé-altro
– Ascoltare meglio e in condizioni anche difficili
– Sollecitare punti di vista diversi, feedback
– Agire contenimento, riconoscimento, riparazione
– Gestire con efficacia malintesi e divergenze
– Favorire buoni accordi e negoziazioni
– Stimolare la parola che unisce e collega
F3-Aiutare – EMOZIONE – malessere
– Mettere in conto le negatività (bio-psico-sociali)
– Riconoscere la centralità delle emozioni
– Accogliere, contenere, trasformare le negatività
– Agire la capacità negativa
– Fronteggiare negatività media e alta
– Aver presente che il negativo è anche risorsa
– Praticare il metodo anti-negatività
– Curare il proprio negativo, la propria presenza
F4-Attivare – APPRENDIMENTO – errori
– Aumentare apprendimenti e motivazione
– Definire tempi, compiti, decisioni, piani di lavoro
– Condurre riunioni produttive e riunioni di ascolto
– Agire le tecniche per attivare, spinta che attiva
– Seguire il “taccuino del facilitatore” (10 scene)
– Facilitare processi collettivi e multi-attore
– Stimolare creatività, benessere, intelligenza di unire
– Creare uno speciale “effetto facebo”

Cosa fa il Facilitatore

  • Parte con F1-Coordinare, organizza il contesto
    Ogni contesto o evento ha una doppia composizione, una materiale, fattiva (hard) e una immateriale, relazionale (soft). Questa prima funzione riprende il modello stesso, i due assi, produzione-partecipazione e lo esplicita in termini operativi e pratici.
  • Prosegue con F2-Coinvolgere, negozia parole e fatti
    La comunicazione è attività strategica e fondante di ogni gruppo. Infatti, più i messaggi e le interazioni al suo interno sono efficaci, più produzione e risultati crescono. Ma questa funzione è nevralgica anche perché rispondente alla natura umana, ultra social. Questa seconda “F” corrisponde ai metodi dell’interazione inclusiva, del pendolarismo sé-altro, che alla sola “prospettiva personale” aggiunge la “prospettiva dell’altro”, per un sistema dialogico e circolare.
  • Entra in F3-Aiutare, cura e trasforma le negatività
    Siamo tutti in parte negativi, ogni persona, ogni ruolo, ogni situazione presenta infatti aspetti deboli, vulnerabili, negligenti. Questa terza “F” sviluppa una capacità tra le più alte e complesse, quella di accoglienza e di trasformazione di conflitti e malessere. Le negatività non sono solo sofferenza e disappunto, ma presentano anche margini di risorsa e opportunità. Occorre tuttavia avere buoni strumenti, per una nuova abilità distintiva e strategica.
  • Conclude in F4-Attivare, spinge verso positività, risultati, unione
    Cosa aiuta noi esseri umani a imparare? È sicuro che una fetta importante è data da ambienti e relazioni positive. Questa quarta “F” è centrata sulle capacità di uscita dalle complicazioni e la progressione verso attivazione, impegno e positività. Per uno sviluppo di conoscenza e apprendimenti in forma costante, centrati sull’esperienza e sui fatti, sul coinvolgimento compartecipe, sulla concretezza. Qui il Face-model trova il suo compimento, secondo una sequenza collaudata ed efficace.