Domanda 105

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Il mio caso è: Conflitto gerarchico di tre persone in linea gerarchica discendente. Il problema è visto da chi occupa la posizione intermedia. Un sottoposto non riconosce l’autorevolezza e l’autorità della persona che occupa la posizione intermedia e mette in atto azioni collaterali coinvolgendo soggetti direttamente collegati (partner), alterando, addomesticando il processo decisionale. La persona a livello apicale ha un comportamento ambiguo e non posizionato.
Il livello di negatività è alto. La modalità di lavoro per ora è stata “giocare il problema”. Sono stati esplicitati in questo modo i comportamenti di “manipolazione”. Ora però non è più sufficiente. La tua proposta in aula è stata:
– Quesiti pertinenti e assertivi che diano risposte del tipo Si o No; – Ricondurre al compito; – Prendere tempo quando mi irrigidisco; – Valutare quanto partecipa la persona; – Agire una mia “protezione buona”
Piera

1) Quesiti pertinenti e assertivi che diano risposte del tipo Si e No – La mossa va attivata quando ci sono persone agitate, debordanti, disregolate. Dare loro un po’ di spazio ma al contempo contenerle, delimitando a loro lo spazio.
2) Ricondurre al compito – Stare molto sugli aspetti tecnici, visto che la relazione è fortemente insidiata e manifesta non poche minacce.
3) Prendere tempo quando mi irrigidisco – In negatività alta, questo è il caso, l’accesso al congedo deve essere eventualità molto prossima, visto che il rischio di peggioramento è alto.
4) Valutare quanto partecipa la persona – Tentare con i feedback, quale verifica sia di contenuto (piano del compito), ma anche di quanto la persona stia rientrando in un piano dialettico e dialogico, seppur minimo (piano della relazione).
5) Agire con protezione buona – Già nel punto 3.
Pino De Sario