Domanda 113

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Sono all’interno del mio gruppo di lavoro ristretto, in un momento per me di disagio, provo ad esternare con una collega questo disagio dicendole che mi sono sentita tagliata fuori dal lavoro di gruppo. Quello che mi torna indietro è un “è solo una tua idea, non è vero”. Ho provato con diverse tecniche a spiegare, ma non ci sono riuscita. Questo scambio di tentata facilitazione mi ha portato ad una domanda: è giusto che il facilitatore getti la spugna se vede che dall’altra parte non c’è la volontà di trovare uno spiraglio per comprendere?
Rita

La facilitazione è su tre piani: i) “esperto” che interviene presso gruppi come terzo; ii) “tecnico” nel proprio gruppo, quando al cappello di lavoro aggiunge il cappello di relazione; iii) nella sfera personale, nella propria crescita di tutti i giorni. Nel tuo episodio mi sembra di capire che siamo nel terzo caso. Se l’altro mostra chiusura e rincara la dose, è buono sottrarsi e lasciar cadere l’impegno al chiarimento. Magari ci possiamo ripromettere di tornarci su in un altro momento e con un cambio di registro (vedi menù dei linguaggi). Ma del resto anche negli altri due contesti, esperto e tecnico, il facilitatore quando avverte che il binario relazionale è occluso, tende a dirottarsi sul mero binario di compito. Un po’ è una ritirata, sì, ma anche una chiarezza funzionale, avere presente che gli scambi rispondono ad ambivalenza, possono andare bene e anche male.
Pino De Sario