Domanda 90

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Come passare in un gruppo dalle fazioni contrapposte alla collaborazione?

Un grande psicologo americano, Albert Ellis, dice su noi umani che “siamo tutti degli svitati del cazzo!” Dunque, bisogna accogliere questa dimensione di imperfezione e di possibile regressione sempre pronta. Non abbiamo come facilitatori la bacchetta magica. Le fazioni vivono nelle teste e nei corpi, in una cabina mentale a mo’ di archivio, detta repertorio, ovvero, dove stazionano le tante situazioni pregresse che non si cancellano con un colpo di spugna. Il meccanismo è automatico e completamente inconsapevole e l’avvertimento, il ragionamento, quasi sempre si rivelano inutili, il cervello ha funzionamenti davvero complicati. Abbiamo tutti la tendenza ad allargare le categorie dei pericoli e delle negatività anche quando esse calano, altro fattore di “inclinazione alla negatività”. Quindi, la prima mossa efficace è mettere in conto che le fazioni esistono e il facilitatore si specializza su come accoglierle, contenerle, ma anche su come intercettarle e spingerle a confrontarsi. Possiamo voler bene alle fazioni.
Pino De Sario